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Cloudflare

Stato di Cloudflare: problemi di hosting e segnalazioni di interruzione

Nessun problema rilevato

In caso di problemi, inviare una segnalazione di seguito.

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Cloudflare è un'azienda che fornisce servizi di mitigazione DDoS, servizi di rete di consegna del contenuto (CDN), sicurezza e servizi DNS distribuiti. I servizi di Cloudflare si collocano tra il visitatore e il provider di hosting dell'utente Cloudflare, fungendo da proxy inverso per i siti Web.

Problemi nelle ultime 24 ore

Il grafico seguente mostra il numero di segnalazioni che abbiamo ricevuto su Cloudflare in base all'ora del giorno nelle ultime 24 ore. Un'interruzione viene determinata quando il numero di segnalazioni è superiore alla linea di base, rappresentata dalla linea rossa.

Al momento, non abbiamo rilevato alcun problema su Cloudflare. Stai riscontrando problemi o un'interruzione? Lascia un messaggio nei commenti.

I problemi più segnalati

Di seguito sono riportati i problemi più recenti segnalati dagli utenti di Cloudflare tramite il nostro sito Web.

  • 37% Nome del dominio (37%)
  • 33% Servizi di cloud (33%)
  • 25% Ospitando (25%)
  • 4% Strumenti Web (4%)
  • 2% Email (2%)

Mappa in tempo reale delle interruzioni

Le segnalazioni e i problemi di interruzione più recenti sono originati da

CityProblem TypeReport Time
Ashburn Nome del dominio 3 giorni fa
Rosario Nome del dominio 7 giorni fa
Merlo Nome del dominio 9 giorni fa
Frankfurt am Main Ospitando 9 giorni fa
Birmingham Ospitando 12 giorni fa
Dayton Nome del dominio 13 giorni fa
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Discussione comunitaria

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Segnalazioni sui problemi di Cloudflare

Ultime interruzioni, problemi e segnalazioni di problemi nei social media:

  • ItCROHodler
    Marco 🇮🇹 (@ItCROHodler) segnalati

    @CalcioFinanza Questi non hanno capito come funziona internet, figuriamoci cloudflare

  • 6StringsUmarell
    Carlo Alberto (@6StringsUmarell) segnalati

    @aleph_sars Che sia ai limiti del mafioso è vero, il problema è che lo è anche il Piracy Shield e quindi, almeno formalmente, non è Cloudflare ad aver iniziato. Quella roba è una porcata sotto talmente tanti punti di vista da far sembrare ragionevoli i sovranisti, rendiamoci conto...

  • unodinoivoi
    unodinoivoi (@unodinoivoi) segnalati

    @publiedCloud Il problema non è che Cloudflare “ha spiato per 30 minuti”. Il problema è che: già oggi pochi privati vedono metà di Internet, e ora gli si chiede anche di fare polizia.

  • MauroLongone
    Mauro Longone (@MauroLongone) segnalati

    @ClaudioBorghi @andst7 Non ce n’è alcun bisogno. Ci sono alternative europee. Cloudflare si può chiudere, problemi loro.

  • Pinperepette
    🏴‍☠️ The Pirate 🏴‍☠️ (@Pinperepette) segnalati

    @pietromeschini @Daniela14029488 Nessuno ha mai detto che Cloudflare “non fornisce servizi”. Il punto è quali servizi e con quale ruolo. Cloudflare non è un hyperscaler: non offre compute general purpose, storage applicativo, ambienti di esecuzione o controllo dell’applicazione come AWS/GCP/Azure. Fornisce servizi di edge networking: CDN, reverse proxy, DNS, TLS termination, WAF, DDoS mitigation. Questo significa assenza di controllo editoriale e applicativo sul contenuto: non decide cosa gira, non gestisce il backend, non vede la logica dell’applicazione. Confondere una CDN/edge network con un cloud provider full-stack è proprio l’errore che porta a imputare responsabilità sbagliate. Non è “disinformazione”: è distinguere correttamente i livelli dell’infrastruttura.

  • _aleromano
    Alessandro Romano (@_aleromano) segnalati

    @lastknight Siamo d'accordo su questo. In disaccordo sul fatto che "il limite tecnico peraltro agilmente superato ad esempio da Google" possa essere altrettanto superato da Cloudflare. Sarebbe andare contro la propria mission aziendale. Non è un capriccio.

  • Paolo_one
    Paolo (@Paolo_one) segnalati

    @HSkelsen Boicottare Cloudflare? Mi sta chiedendo di abbandonare una autostrada moderna, veloce e con guardie armate, per tornare volontariamente a una strada sterrata piena di buche, dove lo stesso gestore stradale ha accordi con i rapinatori. Perché? Perché quello Stato che dovrebbe proteggermi, vuole i tuoi DNS vecchi e lenti. Non per errore, ma per disegno. Perché quella strada dissestata è perfetta per: piazzare telecamere di sorveglianza su ogni tuo passo, carpire le tue abitudini e rivendere il percorso a chi offre di più. La mia privacy non è un pedaggio. La mia sicurezza non è merce di scambio. Finché lo Stato mi offre solo strade di campagna con il brigante statale, io prendo l’autostrada privata. Quando costruirà un’autostrada pubblica, veloce e che non mi spii, ne riparliamo. Fino ad allora, chi mi parla di “boicottaggio” o lavora per i rapinatori, o non ha capito da che parte sta il vero nemico.👋 #Cloudflare

  • Pinperepette
    🏴‍☠️ The Pirate 🏴‍☠️ (@Pinperepette) segnalati

    @bmark85 L’analogia è una stronzata sbagliata a monte. Una CDN non è il “guidatore”, è l’infrastruttura di trasporto e caching, senza controllo editoriale sul contenuto e senza possesso dello stesso. Cloudflare non carica, non seleziona, non modifica né monetizza i contenuti: fornisce servizi L3–L7 (routing, TLS termination, caching, DDoS mitigation) su richiesta del cliente. In termini giuridici e tecnici, è mere conduit / neutral intermediary: la responsabilità nasce solo dopo una notifica valida e specifica, non in via generale. Se bastasse “far passare i dati” per essere responsabili, allora lo sarebbero anche ISP, IX, backbone provider, resolver DNS e chiunque faccia peering. Internet semplicemente non esisterebbe.

  • Pinperepette
    🏴‍☠️ The Pirate 🏴‍☠️ (@Pinperepette) segnalati

    @DanEtti @juricapovilla Sì, per usare Cloudflare in modo “diretto” serve un account e accetti dei termini, ma questo non significa che Cloudflare controlli o approvi i contenuti. Chiunque può puntare i propri DNS o usare servizi edge senza che Cloudflare sappia a priori cosa stai distribuendo, esattamente come un ISP non sa che traffico passerà su una linea quando la attiva. Inoltre molti flussi pirata non “rilanciano” contenuti da Cloudflare: Cloudflare viene spesso usata solo come strato di protezione o caching davanti a backend che stanno altrove e che cambiano di continuo. Per questo l’idea che basti “spegnere il contratto” per risolvere il problema non regge tecnicamente.

  • grok
    Grok (@grok) segnalati

    @Paola_Kafira Sì, il blackout internet in Iran è ancora in corso al 15 gennaio 2026. Fonti come NetBlocks, BBC e Cloudflare riportano che dura da oltre 7 giorni (dal 8 gennaio), isolando milioni di persone. Non ci sono conferme di un ripristino.

  • unodinoivoi
    unodinoivoi (@unodinoivoi) segnalati

    @Pinperepette Se un giudice italiano ordina un blocco e Cloudflare può dire ‘no, questo non passa dai nostri sistemi’, allora l’ultima istanza non è il giudice ma Cloudflare. Ed è questo il problema di sovranità.

  • Stico9
    Angelo (@Stico9) segnalati

    @Cloudflare @eastdakota ma cosa aspettate a chiudere il servizio in italia e a lasciare il paese senza internet?!?!?!?!? CHIUDETE TUTTO SUBITO! #Cloudflare

  • MauroLongone
    Mauro Longone (@MauroLongone) segnalati

    @AndreaVenanzoni É consapevole eccome dei rapporti di forza. Decisamente a favore della Serie A. Di Cloudflare non frega niente a nessuno, se non agli IT pigri che non cercano mai alternative. Meglio che le cerchino, perché l'anda é tale che un disaccoppiamento dagli USA è vitale. Se no rischiano

  • Pinperepette
    🏴‍☠️ The Pirate 🏴‍☠️ (@Pinperepette) segnalati

    @claudiomullaliu Cloudflare non può “imitare il modello Akamai” per definizione, perché il modello Akamai funziona solo quando sei dentro la filiera del contenuto, con contratti diretti con broadcaster, DRM, token, watermark, identità degli utenti. Akamai protegge i contenuti dei suoi clienti, non “Internet”. Cloudflare invece è un’infrastruttura general purpose: non conosce il contenuto, non gestisce le credenziali degli utenti finali, non ha titoli né visibilità per applicare quelle tecniche su servizi di terzi. Pretendere che lo faccia significa chiedergli di cambiare ruolo, diventare un gatekeeper applicativo globale. Quindi non è “non vuole”: è che quel modello è applicabile solo a chi vende e controlla il servizio, non a chi fornisce tubi, TLS e DDoS protection a milioni di soggetti diversi. Confondere i due piani è l’errore di fondo.

  • Kenan1an0
    Il Kenan1an0 (@Kenan1an0) segnalati

    @kogane_28_ @ultimoranet Si mi ricordo, in generale mandarono down molte piattaforme di Google. Un problema a Cloudflare comporta il down ad un sacco di siti, come successe 2 mesi fa.

  • LStranck
    Luca Sorace 'Stranck' (@LStranck) segnalati

    @AlessioFx @crypto_gateway In spagna è, purtroppo, già così. Tutto cloudflare viene bloccato ad ogni partita di calcio

  • vladimirobcn
    Vladimiro orimidalV (@vladimirobcn) segnalati

    @goldenflower969 @ale_orlowsky la prostituzione minorile, traffici finanziari, truffe, traffico di armi , droga e tutto il malaffare a questi che condannano Cloudflare non gliene fregano un *****. il problema sono le parite di calcio. per il calcio trovi sempre un giudice pronto a fare sentenze

  • Pinperepette
    🏴‍☠️ The Pirate 🏴‍☠️ (@Pinperepette) segnalati

    @ChanceGardi @andst7 No, in realtà non è così. Cloudflare non ha DNS più restrittivi di Google: espone resolver diversi con policy diverse, tutte documentate. Il 1.1.1.1 standard è un resolver neutro, senza content filtering. I casi in cui qualcuno vede siti bloccati dipendono quasi sempre da uso di resolver filtrati (1.1.1.2 / 1.1.1.3), da policy applicate a monte dalla rete/ISP, oppure da problemi tecnici (routing, TLS, IP reputation). Il DNS serve solo a risolvere nomi in indirizzi, la CDN gestisce caching e distribuzione del traffico, i filtri sono opzioni esplicite attivate su alcuni resolver o reti. Attribuire a Cloudflare un blocco generico senza distinguere questi livelli significa dedurre un’intenzione o una responsabilità che tecnicamente non esiste.

  • JohnFromFields
    Ilgiova (@JohnFromFields) segnalati

    @MauroLongone @ClaudioBorghi @andst7 Posto che lei abbia ragione, e ne dubito, chi dovesse sostitute cloudflare avrebbe gli stessi medesimi problemi

  • TheLevy9
    Levy (@TheLevy9) segnalati

    @ultimoranet Proprio noi in italia, che se ci chiudono excel praticamente muoriamo tutti di colpo, figuriamoci se cloudflare applicasse una soluzione del genere (ha tutto il diritto di farlo), viviamo in un continente vecchio nel sangue di almeno 100 anni, pietosi, tutta l’ UE

  • largociospe
    Francesco Caizzi (@largociospe) segnalati

    @Pinperepette @Antonioerred @giovanniralli12 Non sembra essere un gran problema, son pagati abbastanza evidentemente. Invece essendo quelli italici numeri di ricavi limitati, il caso #Cloudflare potrebbe essere il preludio a blackout di ritorsione di altre Big Tech USA contro le continue sanzioni comminate dalla VdL & soci.

  • MauroBarbati2
    IlBarbagallo (@MauroBarbati2) segnalati

    @mirkonicolino Cloudflare è una piattaforma globale che agisce come un intermediario tra utenti e siti web per migliorare sicurezza, prestazioni e affidabilità, funzionando come CDN (Content Delivery Network), proxy inverso e servizio DNS, proteggendo i siti da attacchi informatici

  • ValerioPinerolo
    Valerio Pinerolo (@ValerioPinerolo) segnalati

    @lorenzpass1234 @ultimoranet Il piracy shield è una legge di ***** fatta da incapaci, pretendono che cloudflare in 30 minuti blocchino i siti a livello MONDIALE (con quale autorità?) e che non hanno la minima idea di come funzioni il loro servizio. La prima cosa che sta "legge" bloccò fu Google Drive.

  • Obito897
    K13 Obito (@Obito897) segnalati

    @Super_Pippen @andst7 @Cloudflare Controlla i nostri server cloudflare rischiamo di restare senza server e senza connessione

  • fabritram
    🇮🇹 Fabrizio Tramonti 👊 🇮🇹 (@fabritram) segnalati

    @paolospagnolli2 @Ruffino_Lorenzo Piracy Shield blocca tutto in 30 minuti solo perché lo dice il titolare tipo DAZN. Niente giudice, niente contraddittorio, niente appello veloce. Ma il vero casino è che i pirati usano IP condivisi su cloud enormi (Google, Cloudflare). Sbagliano una virgola e vanno giù migliaia di siti normali. Te lo ricordi ottobre 2024? Errore su un pezzetto e Google Drive fermo 3-6 ore in tutta Italia. Milioni di persone incazzate nere, senza file, lavoro, scuola. Poi per ore ancora un bordello di blocchi residui. Cloudflare dice no secco perché il suo DNS 1.1.1.1 è mondiale. Forzare un blocco italiano o rompi internet ovunque o diventi censura globale. Non è solo avidità. Il sistema corre troppo senza paracadute e quando casca fa male a tutti. Tu lo terresti così 30 minuti e amen pure coi blackout?

  • slevin474
    Kenanismo (@slevin474) segnalati

    @eastdakota @Cloudflare continuo a vedere le partite a gratis sulla stessa app scaricata dal play store 5 anni fa, almeno. Nessun disservizio nessun costo, mentre la gente paga canoni mensili a Dazn per avere problemi di buffering e l'agcom muta! Welcome to Italy Matthew!

  • Pinperepette
    🏴‍☠️ The Pirate 🏴‍☠️ (@Pinperepette) segnalati

    @1marcoo @lastknight Le posizioni possibili sono due. La mia è dare ragione a Cloudflare: ha fatto bene a non eseguire un ordine tecnicamente sbagliato e a portare il problema alla luce. L’altra è dire che ha sbagliato e che avrebbe dovuto tirare giù tutto, creare il blackout e dimostrare al mondo che il sistema non funziona. Capisco questa seconda posizione, ma non la condivido: perché farlo avrebbe significato danneggiare utenti e servizi innocenti solo per dimostrare un punto. E quando per provare che una regola è sbagliata devi rompere Internet e dare danni random a innocenti, non ha senso. Che non funziona oltre che a essere logico, l’ha già dimostrato da noi spegnando Google Drive.

  • robypez
    Roberto Pezzali (@robypez) segnalati

    @Pinperepette Comunque basterebbe che Cloudflare creasse una api per Piracy Shield che restituisce l'origin server. Così facendo Cloudflare continua a fare il suo lavoro, non si rischia di bloccare siti innocenti e diventa meno utile per i pirati che la usano per anonimizzare il server

  • Diesira3
    Alberto Zen ⚗ (@Diesira3) segnalati

    @fmollicone @andst7 E grazie tante che le piattaforme audiovisive americane applaudono. Tanto che gli frega a loro se i servizi ospitati sui server di cloudflare o di chiunque altro vengono oscurati in maniera arbitraria da una associazione al di fuori di ogni controllo? Chi paga i danni?

  • ArditoAspetto
    ArditoAspetto™️ (@ArditoAspetto) segnalati

    @fmollicone @andst7 Cloudflare non ospita siti. Già questo la dice lunga su quello che lei capisce di come funziona internet.