Cloudflare non funziona o non va?
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Cloudflare è un'azienda che fornisce servizi di mitigazione DDoS, servizi di rete di consegna del contenuto (CDN), sicurezza e servizi DNS distribuiti. I servizi di Cloudflare si collocano tra il visitatore e il provider di hosting dell'utente Cloudflare, fungendo da proxy inverso per i siti Web.
Problemi nelle ultime 24 ore
Il grafico seguente mostra il numero di segnalazioni che abbiamo ricevuto su Cloudflare in base all'ora del giorno nelle ultime 24 ore. Un'interruzione viene determinata quando il numero di segnalazioni è superiore alla linea di base, rappresentata dalla linea rossa.
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I problemi più segnalati
Di seguito sono riportati i problemi più recenti segnalati dagli utenti di Cloudflare tramite il nostro sito Web.
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Servizi di cloud (46%)
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Nome del dominio (28%)
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Ospitando (12%)
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Strumenti Web (11%)
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Email (3%)
Mappa in tempo reale delle interruzioni
Le segnalazioni e i problemi di interruzione più recenti sono originati da
| City | Problem Type | Report Time |
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| Servizi di cloud | ||
| Servizi di cloud | ||
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| Servizi di cloud |
Discussione comunitaria
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Segnalazioni sui problemi di Cloudflare
Ultime interruzioni, problemi e segnalazioni di problemi nei social media:
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unodinoivoi
(@unodinoivoi) segnalati
@Pinperepette @enzomazza Se sbaglia Cloudflare, puoi solo accettare le sue policy o andartene. Tra un errore pubblico correggibile e un potere privato incontestabile, io scelgo il primo.
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Signor Flavio
(@zarlino) segnalati
@Pinperepette Se un giudice lo ha ritenuto legale, è legale. E poi cosa importa se è legale? È ciò che inevitabilmente succede se CloudFlare non blocca quelli che la Repubblica Italiana vuole bloccare. (vedo che ti mettono i cuoricini per il piagnucolio sulla legalità ;)
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unodinoivoi
(@unodinoivoi) segnalati
@Pinperepette Che esistano limiti tecnici è ovvio. Nessuno chiede l’impossibile. Il problema è chi decide cosa è ‘tecnicamente accettabile’ quando c’è un ordine legale. Se a stabilirlo è solo Cloudflare, allora la sovranità dello Stato
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unodinoivoi
(@unodinoivoi) segnalati
@Pinperepette Non è “due process” contro “assenza di garanzie”. È sovranità giuridica contro sovranità infrastrutturale. AGCOM dice: “In Italia la legge la fa lo Stato”. Cloudflare dice: “Sulla nostra rete la legge la facciamo noi, con le nostre regole globali”.
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Signor Flavio
(@zarlino) segnalati
@Pinperepette Inutile discutere di etichette, CloudFlare dà un bottoncione alla Repubblica Italia per bloccare il singolo servizio illegale? No. Quindi Repubblica Italiana agisce sull'unico punto in cui può agire.
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🏴☠️ The Pirate 🏴☠️
(@Pinperepette) segnalati
@zarlino No, questo è un falso dilemma. Cloudflare è già un provider, ma non quel tipo di provider. Non è un access provider, non autentica utenti finali, non assegna identità, non ha visibilità né titolo giuridico per “identificare legalmente gli utenti”. Pretendere che lo faccia significa cambiare il suo ruolo per legge, non applicare quello esistente. Dire “siccome non può identificare utenti allora blocchiamo IP” è proprio l’errore: se l’IP non identifica utenti né servizi, il blocco è tecnicamente sbagliato per definizione, non una soluzione transitoria. Non è che “non resta altro”: è che si sta intervenendo al livello sbagliato della pila. Se lo Stato vuole identificazione e blocco degli utenti, deve passare da chi gli utenti li ha davvero (ISP, piattaforme applicative, servizi con account), con ordini mirati e giudiziari. Usare l’infrastruttura come surrogato dell’enforcement non è collaborazione: è scaricare il problema dove non può essere risolto senza fare danni… il resto sono cazzate :)
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🏴☠️ The Pirate 🏴☠️
(@Pinperepette) segnalati
@claudiomullaliu parla del modello Akamai, non confuta quello di Cloudflare. Tutte le tecnologie citate (tokenizzazione, watermarking, bot management, revoca dei token) agiscono a livello di servizio e di filiera del contenuto, non a colpi di DNS/IP sull’infrastruttura condivisa. Ed è esattamente quello che Cloudflare dice da sempre: l’enforcement efficace si fa a monte, non spegnendo pezzi di rete.
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Nino BiancoNero⚪️⚫️⭐️⭐️⭐️8️⃣
(@bianconero_84) segnalati
@mirkonicolino @Paolo_Paolaccio Ma come fanno a parlare di ricatto se cloudflare sta solo tutelando i propri interessi, quelli degli investitori e dei propri clienti? Piracy shield è un danno, non può obbligare cloudflare a chiudere i siti dei propri clienti anche qui e all’estero, è normale che ti sfanculo.
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🏴☠️ The Pirate 🏴☠️
(@Pinperepette) segnalati
@me_vico01 @thepuchiherald Come risorse online: RIPE Labs, Cloudflare blog tecnico e gli RFC (BGP, DNS, TCP). Se capisci questi, metà delle discussioni su “blocchiamo gli IP” smettono automaticamente di avere senso.
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🏴☠️ The Pirate 🏴☠️
(@Pinperepette) segnalati
@juricapovilla @aless_iodice No, lì c’è un salto logico. L’ISP instrada fino all’IP anycast, corretto; ma Cloudflare non riceve un “flusso neutro” su cui poi decide liberamente. La scelta del POP avviene prima dell’ingresso applicativo, a livello di BGP path selection distribuita, e dipende da come l’AS sorgente vede e raggiunge quel prefisso. Cloudflare può influenzare l’attrazione del traffico (annunciando/ritirando prefissi, traffic steering, weight interni), ma non può garantire in modo deterministico che un certo traffico “non arrivi mai” a un POP specifico senza segregare i prefissi o non annunciarli da quel POP. Escludere “il POP italiano” significa o non annunciare lì il prefisso (con effetti su traffico non italiano che lo raggiunge via quel POP) oppure creare prefissi dedicati per Paese. In entrambi i casi stai rompendo l’anycast e creando silos per giurisdizione. Quindi no: non è una decisione post-ingresso “a policy Cloudflare”, è una conseguenza strutturale di come funziona il routing anycast globale. Senza cambiare architettura, quella esclusione non ls puoi fare.
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Riccardo
(@RicBellintani) segnalati
@MauroLongone @Pinperepette Però la denuncia deve essere rispetto al servizio, perché se a Cloudflare dai solo l'IP da bloccare cosa fa? Si inventa il servizio?
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Navalik
(@Mirko_Damore) segnalati
@Pinperepette Perfettamente d'accordo. Ma é pure vero che un po' cani maledetti lo sono! Un po' di bocca buona quando prendono clienti e non sempre "controllano" ... Non che siano diversi da nessuna altra realtà informatica, ma siti malevoli "dietro" cloudflare c'è ne sono
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unodinoivoi
(@unodinoivoi) segnalati
@Pinperepette @enzomazza Cloudflare non fa le leggi, ma chi controlla CDN, DNS e DDoS controlla la capacità tecnica di applicarle. Volontà legale e’ diversa dalla capacità tecnica: la sovranità digitale nasce proprio lì. E’ sottile la differenza , ma quella è
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Mauro Longone
(@MauroLongone) segnalati
@embecerto @Pinperepette Li deve trovare Cloudflare. Il governo non è un provider tech e non è tenuto a risolvere problemi tecnici.
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Walter🐽 #pacifista #antifa (he/him)
(@doomboy) segnalati
@lastknight Si sono d'accordo, l'atteggiamento di Cloudflare e peggio ancora quello del CEO sono da tipico arrogante colonialista che pensa di poter fare come gli pare. Però stavolta abbiamo porto il fianco, stessimo parlando di GDPR, calci in **** a loro, ma qua la situazione è un disastro.
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🏴☠️ The Pirate 🏴☠️
(@Pinperepette) segnalati
@real_el_D Cloudflare non ospita mai i contenuti, ma molti siti lo usano come reverse proxy/CDN davanti al server reale: il traffico passa comunque dai suoi nodi (TLS, routing, DDoS, connessioni persistenti), consumando CPU, memoria e banda e sottraendo capacità ai clienti paganti.
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Andrew Marcio (Andreyo) ✝
(@AndrewMarcio3) segnalati
@Tarompharum Noi che ci infilavamo i server di cloudflare nel ****
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unodinoivoi
(@unodinoivoi) segnalati
@Pinperepette Se un giudice italiano ordina un blocco e Cloudflare può dire ‘no, questo non passa dai nostri sistemi’, allora l’ultima istanza non è il giudice ma Cloudflare. Ed è questo il problema di sovranità.
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Alessandro Romano
(@_aleromano) segnalati
@lastknight Siamo d'accordo su questo. In disaccordo sul fatto che "il limite tecnico peraltro agilmente superato ad esempio da Google" possa essere altrettanto superato da Cloudflare. Sarebbe andare contro la propria mission aziendale. Non è un capriccio.
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🏴☠️ The Pirate 🏴☠️
(@Pinperepette) segnalati
@ale_orlowsky @sonoclaudio Qui c’è un equivoco di fondo. Nessuno contesta che i contenuti illeciti vadano rimossi né che lo Stato abbia il diritto di far rispettare la legge. Quello che si contesta è il metodo, non il fine. Cloudflare non “ospita” contenuti, non li decide e non li promuove: è un intermediario infrastrutturale. Dire che “favorisce” l’illecito perché fornisce DNS o CDN è come dire che l’autostrada favorisce una rapina perché l’auto del rapinatore ci passa sopra. La neutralità non è una scusa, è un principio giuridico e tecnico riconosciuto proprio dal diritto europeo. AGCOM agisce su mandato legislativo, vero, ma un mandato legislativo non rende automaticamente corretto o efficace qualsiasi strumento tecnico. Blocchi DNS/IP massivi su infrastrutture condivise non distinguono tra lecito e illecito, sono facilmente aggirabili e producono overblocking sistemico: lo dimostrano i fatti, non le opinioni. Quanto allo “stato di diritto online”: lo stato di diritto non è l’automatismo amministrativo, è proporzionalità, due process e responsabilità. Se un contenuto viene oscurato subito e il controllo arriva solo dopo, il danno è già fatto. Questo non è ripristinare la legalità, è creare un precedente pericoloso. Internet non è “di un’azienda”, ma nemmeno dello Stato che può spegnerne pezzi a colpi di IP. È un’infrastruttura condivisa globale. Governarla male non la rende più giusta: la rende solo più fragile.
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🏴☠️ The Pirate 🏴☠️
(@Pinperepette) segnalati
@claudiomullaliu Cloudflare non può “imitare il modello Akamai” per definizione, perché il modello Akamai funziona solo quando sei dentro la filiera del contenuto, con contratti diretti con broadcaster, DRM, token, watermark, identità degli utenti. Akamai protegge i contenuti dei suoi clienti, non “Internet”. Cloudflare invece è un’infrastruttura general purpose: non conosce il contenuto, non gestisce le credenziali degli utenti finali, non ha titoli né visibilità per applicare quelle tecniche su servizi di terzi. Pretendere che lo faccia significa chiedergli di cambiare ruolo, diventare un gatekeeper applicativo globale. Quindi non è “non vuole”: è che quel modello è applicabile solo a chi vende e controlla il servizio, non a chi fornisce tubi, TLS e DDoS protection a milioni di soggetti diversi. Confondere i due piani è l’errore di fondo.
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lo spioncino
(@thespyhole) segnalati
@fmollicone @andst7 Perché parla di quello che non conosce? Cloudflare non ospita un bel niente. Per dirla in parole semplici, è un servizio che si pone tra i visitatori dei siti web e gli hosting provider clienti della azienda. È come una sorta di filtro di sicurezza (un reverse proxy server). 🤦
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🏴☠️ The Pirate 🏴☠️
(@Pinperepette) segnalati
Proviamo a semplificarla al massimo. Immaginate che io faccia streaming pirata dal mio portatile e, in quel momento, lo stream arrivi da Piacenza (sì, sono di Piacenza). Lo Stato dice a Cloudflare: bloccate tutto quello che arriva da Piacenza. Loro lo fanno. Un secondo dopo io sono già a Parma, perché so che bloccano le città ed ero in auto LOL: lo streaming riparte identico, mentre a Piacenza avete appena spento tutti i servizi leciti che non c’entrano nulla. È questo il punto: oggi l’IP non è l’indirizzo, è al massimo la città. L’indirizzo vero è il servizio.
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Davide G. Porro
(@DG_Porro) segnalati
Il caso Cloudflare–Agcom non è una semplice multa da 14 milioni di euro. È un segnale. È l’anticipo di un conflitto che riguarda una delle questioni più delicate del nostro tempo: chi controlla Internet in Europa?
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🏴☠️ The Pirate 🏴☠️
(@Pinperepette) segnalati
@unodinoivoi No, è l’opposto. Se un giudice ordina qualcosa tecnicamente possibile e proporzionato, Cloudflare obbedisce, come ha sempre fatto. Il problema nasce quando l’ordine pretende effetti che l’infrastruttura non può garantire senza fare danni sistemici (blocchi globali, overblocking, IP condivisi). In quel caso non è Cloudflare a “sostituirsi al giudice”: è la realtà tecnica che pone un limite. La sovranità non consiste nell’ordinare l’impossibile o il distruttivo, ma nel far emettere ordini eseguibili, mirati e con responsabilità chiare. Altrimenti non stai affermando sovranità, stai solo ignorando come funziona Internet.
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Hiro
(@Supaahiro1) segnalati
@Pinperepette Poi ci sarebbe anche da dire che chi fornisce questi servizi potrebbe non usare affatto i DNS o i servizi di Cloudflare, quindi bloccare Cloudflare non equivale a bloccare il servizio che trasmette.
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Kenanismo
(@slevin474) segnalati
@eastdakota @Cloudflare continuo a vedere le partite a gratis sulla stessa app scaricata dal play store 5 anni fa, almeno. Nessun disservizio nessun costo, mentre la gente paga canoni mensili a Dazn per avere problemi di buffering e l'agcom muta! Welcome to Italy Matthew!
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unodinoivoi
(@unodinoivoi) segnalati
@Pinperepette @enzomazza La soluzione non è demonizzare Cloudflare, ma dare allo Stato gli strumenti e le chiavi per governare la propria rete. Che poi le teste sono quelle che sono … hai ragionissima.
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🏴☠️ The Pirate 🏴☠️
(@Pinperepette) segnalati
@juricapovilla @aless_iodice È come chiedere a chi prende la metro di limitare il deodorante all’abitacolo della sua macchina. Funziona solo se hai un mezzo chiuso e tuo. Un POP Cloudflare non è “la macchina italiana”: è una stazione della metro, condivisa, anycast, attraversata da traffico che arriva da più Paesi e più reti insieme. Non puoi dire “questo sì, questo no” senza separare fisicamente linee, tunnel, routing e resolver. In Cina questo esiste perché l’intero sistema è chiuso a monte; in Europa no. Quanto al “tutti i governi UE chiedono la stessa cosa”: chiedono risultati, non di riscrivere l’architettura di Internet. Adeguarsi non significa spezzare servizi globali, ma trovare strumenti compatibili con come funziona la rete. Altrimenti non è regolazione, è wishful thinking tecnico.
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'mm
(@Waxxsinning) segnalati
@franco56it @mirkonicolino Funziona cosi tanto che ci stiamo solo rimettendo. Cloudflare non pagherà, non verrano bloccati i siti, rimuoverà i server in Italia, e interromperà i servizi di cybersicurezza pro bono che stavano fornendo per le prossime Olimpiadi di Milano-Cortina...