Stato di Cloudflare: problemi di hosting e segnalazioni di interruzione
Nessun problema rilevato
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Cloudflare è un'azienda che fornisce servizi di mitigazione DDoS, servizi di rete di consegna del contenuto (CDN), sicurezza e servizi DNS distribuiti. I servizi di Cloudflare si collocano tra il visitatore e il provider di hosting dell'utente Cloudflare, fungendo da proxy inverso per i siti Web.
Problemi nelle ultime 24 ore
Il grafico seguente mostra il numero di segnalazioni che abbiamo ricevuto su Cloudflare in base all'ora del giorno nelle ultime 24 ore. Un'interruzione viene determinata quando il numero di segnalazioni è superiore alla linea di base, rappresentata dalla linea rossa.
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I problemi più segnalati
Di seguito sono riportati i problemi più recenti segnalati dagli utenti di Cloudflare tramite il nostro sito Web.
- Nome del dominio (35%)
- Servizi di cloud (26%)
- Strumenti Web (17%)
- Ospitando (13%)
- Email (9%)
Mappa in tempo reale delle interruzioni
Le segnalazioni e i problemi di interruzione più recenti sono originati da
| City | Problem Type | Report Time |
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Servizi di cloud | 13 giorni fa |
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Ospitando | 15 giorni fa |
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Nome del dominio | un mese fa |
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Servizi di cloud | 2 mesi fa |
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Nome del dominio | 2 mesi fa |
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Ospitando | 2 mesi fa |
Discussione comunitaria
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Segnalazioni sui problemi di Cloudflare
Ultime interruzioni, problemi e segnalazioni di problemi nei social media:
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Floc (@floc82) segnalati@ClaudioBorghi @eastdakota @Cloudflare quello che è sbagliato è TUTTO piracy shield, smontarlo tutto e farlo rivedere a un tavolo tecnico prima di ripensarci anche solo vagamente, non agli avvocati della lega calcio.
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unodinoivoi (@unodinoivoi) segnalati@publiedCloud Lo Stato vuole regolare e controllare. Cloudflare vuole mantenere il suo potere tecnico e decisionale, senza interferenze. Non è solo una questione di pirateria, ma di chi detiene realmente le chiavi della rete: Cloudflare le ha già, e lo Stato voleva averne una copia.
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🏴☠️ The Pirate 🏴☠️ (@Pinperepette) segnalati@ChanceGardi @andst7 Chiaro che Cloudflare può bloccare quando c’è un ordine valido: lo fa da sempre. Ma lo fa in modo mirato, sull’asset specifico (dominio, hostname, account, endpoint) e sull’infrastruttura coinvolta, non a colpi di mazza su interi range di IP. Proprio perché è un’infrastruttura seria, quando è costretta a intervenire isola il problema sul servizio o sulla macchina interessata, senza far saltare per aria CDN, reverse proxy e siti legittimi che condividono quegli IP. È la differenza tra un intervento chirurgico e un blackout. Il problema è che dall’altra parte si ragiona all’opposto: invece del bisturi si usa la clava. Si blocca l’IP intero, il range, l’ASN, senza distinguere cosa ci gira sopra. È l’approccio “non so cosa sto colpendo, quindi colpisco tutto”. Cloudflare, quando deve bloccare, isola il singolo asset. Qui invece si ragiona come se Internet fosse ancora 1 server = 1 sito. Ed è lì che iniziano i danni.
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Il Kenan1an0 (@Kenan1an0) segnalati@kogane_28_ @ultimoranet Si mi ricordo, in generale mandarono down molte piattaforme di Google. Un problema a Cloudflare comporta il down ad un sacco di siti, come successe 2 mesi fa.
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Giorgio Cembran (@eXist3nZ_89) segnalati@lastknight Non vedo come questo possa mitigare i contenuti pirata. Oggi Cloudflare, domani Google... L'elusione con un altro provider si fa con 3 clic qualsiasi servizio sia, attacchiamo tutti fornitori uno dopo l'altro, fino a che non cadono tutti a suon di multe? Mi sembra miope...
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John Nash (@JohnNas93625435) segnalatile tende e tanti saluti a sanzioni o blocchi. Voglio essere chiaro, la maggioranza delle aziende americane in ambito IT sono il peggio possibile, la minaccia di Cloudflare relativa alle Olimpiadi è chiaramente una bambinata, che però dovrebbe far ulteriormente riflettere su
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Hello Spank! (@ivanzetapi) segnalati@Nuovo1319056 Può essere qualcosa del genere. Poche settimane fa Cloudflare ha bloccato più volte i flussi (origine UKR, contenuti sportivi da tutto il mondo) per violazione dei termini di servizio, poi ha desistito.
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Navalik (@Mirko_Damore) segnalati@Pinperepette Perfettamente d'accordo. Ma é pure vero che un po' cani maledetti lo sono! Un po' di bocca buona quando prendono clienti e non sempre "controllano" ... Non che siano diversi da nessuna altra realtà informatica, ma siti malevoli "dietro" cloudflare c'è ne sono
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raffaelefcy812 (@raffaelefcy812) segnalatiMSN mi mostra due articoli: il primo "Serie A contro Cloudflare" e le "Migliori VPN per la Cina", ma la soluzione migliore è quella nordcoreana, @grok ci sei in Nord Corea oppure hai fatto arrabbiare Kim?
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Matteo Anticapitalista (@spione69) segnalati@AleEquilibrium Che poi nella questione nello specifico #Cloudflare non ha mai messo becco nei siti ha solo offerto un servizio anche gratuito per tutti è vero che ci sono tanti squali nel tecnofeudalesmo americano ma andare a prendersela con loro è VERAMENTE RIDICOLO!
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Matteo Anticapitalista (@spione69) segnalati@MauroLongone @ClaudioBorghi @andst7 è la verità le opzioni che tu citi ad oggi non offrono lo stesso servizio. Inoltre cloudflare a differenza delle altre big tech veramente non da nessun problema a noi utenti questa crociata contro di loro che ora sono le vittime di legge sbagliate è ingiusta!
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Stefanos (@Stefano_541) segnalatiSe @Cloudflare spegnesse il servizio sull’intero mercato italiano quanto durerebbe il #piracyshield?
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🏴☠️ The Pirate 🏴☠️ (@Pinperepette) segnalati@zarlino No, questo è un falso dilemma. Cloudflare è già un provider, ma non quel tipo di provider. Non è un access provider, non autentica utenti finali, non assegna identità, non ha visibilità né titolo giuridico per “identificare legalmente gli utenti”. Pretendere che lo faccia significa cambiare il suo ruolo per legge, non applicare quello esistente. Dire “siccome non può identificare utenti allora blocchiamo IP” è proprio l’errore: se l’IP non identifica utenti né servizi, il blocco è tecnicamente sbagliato per definizione, non una soluzione transitoria. Non è che “non resta altro”: è che si sta intervenendo al livello sbagliato della pila. Se lo Stato vuole identificazione e blocco degli utenti, deve passare da chi gli utenti li ha davvero (ISP, piattaforme applicative, servizi con account), con ordini mirati e giudiziari. Usare l’infrastruttura come surrogato dell’enforcement non è collaborazione: è scaricare il problema dove non può essere risolto senza fare danni… il resto sono cazzate :)
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SteveQ (@SteveQ111) segnalati@stradainsalita @Pinperepette Fanno bene. Vergognoso esista un tale collo di bottiglia che se ha un problema manda giù mezzo internet. Che poi è esattamente ciò che fanno in Spagna: bloccano Cloudflare completamente per non interferire con le partite della Liga. Loro sono basati, noi siamo colonia americana.
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Carlo Alberto (@6StringsUmarell) segnalati@aleph_sars Che sia ai limiti del mafioso è vero, il problema è che lo è anche il Piracy Shield e quindi, almeno formalmente, non è Cloudflare ad aver iniziato. Quella roba è una porcata sotto talmente tanti punti di vista da far sembrare ragionevoli i sovranisti, rendiamoci conto...
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🏴☠️ The Pirate 🏴☠️ (@Pinperepette) segnalati@ale_orlowsky @sonoclaudio Qui c’è un equivoco di fondo. Nessuno contesta che i contenuti illeciti vadano rimossi né che lo Stato abbia il diritto di far rispettare la legge. Quello che si contesta è il metodo, non il fine. Cloudflare non “ospita” contenuti, non li decide e non li promuove: è un intermediario infrastrutturale. Dire che “favorisce” l’illecito perché fornisce DNS o CDN è come dire che l’autostrada favorisce una rapina perché l’auto del rapinatore ci passa sopra. La neutralità non è una scusa, è un principio giuridico e tecnico riconosciuto proprio dal diritto europeo. AGCOM agisce su mandato legislativo, vero, ma un mandato legislativo non rende automaticamente corretto o efficace qualsiasi strumento tecnico. Blocchi DNS/IP massivi su infrastrutture condivise non distinguono tra lecito e illecito, sono facilmente aggirabili e producono overblocking sistemico: lo dimostrano i fatti, non le opinioni. Quanto allo “stato di diritto online”: lo stato di diritto non è l’automatismo amministrativo, è proporzionalità, due process e responsabilità. Se un contenuto viene oscurato subito e il controllo arriva solo dopo, il danno è già fatto. Questo non è ripristinare la legalità, è creare un precedente pericoloso. Internet non è “di un’azienda”, ma nemmeno dello Stato che può spegnerne pezzi a colpi di IP. È un’infrastruttura condivisa globale. Governarla male non la rende più giusta: la rende solo più fragile.
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Mattia Pierelli (@Mattiuz93) segnalati@maxcapitanio mi faccia capire, lei pur di non ammettere che Piracy Shield sia una cagata pazzesca che non funziona e ci fa solo spendere un sacco di soldi, preferisce che un partner importante nella sicurezza come Cloudflare abbandoni l'Italia?
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Gainrev (@gainrev) segnalati@fmollicone @andst7 Multare Cloudflare per atti di pirateria è esattamente come multare un servizio di navigazione (tipo Google Maps) per eccesso di velocità
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Massimo Banzi (@mbanzi) segnalati@HSkelsen @PietroLeveratto Lo sai vero che è impossibile? Almeno il 20% dei siti del mondo usano CloudFlare. Il loro DNS risponde a 1700 miliardi di richieste al giorno... Direi che è difficile da evitare senza perdersi un pezzo significativo di Internet
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Р ĬË Ʈ-ŖƟ (@pietromeschini) segnalati@Pinperepette @Daniela14029488 Detto che l’AGCOM è un abominio, non diciamo fesserie. Cloudflare non fornisce tutti i servizi di AWS/GCP/Azure ma ne ha eccome: peggio della disinformazione c’è solo la mala informazione
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Friedkin vattene (@ziocaane) segnalati@fmollicone @andst7 Cloudflare ospita server privati, ed dal primo partito italiano è tutto signori questi non so corrotti questi so proprio ignoranti avevano ragion, ancora non hanno capito cosa fa e come funziona un DNS
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Domenico (@Nico_Blg) segnalati@ale_orlowsky Guarda che nessuna delle tecnologie da te citate scherma nessuno. L'unica è il reverse proxy, che comunque, permette di risalire al server di partenza qual'ora l'autorità giudiziaria lo richieda e non AGCOM. Cloudflare ineffetti, non ha niente a che vedere con sta roba.
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realhcok (@l_accorsi) segnalati@duren_matto ce l'hanno fatta Vodafone, TIM, WindTre, Fastweb, e Google. Può farcela anche il signor Cloudflare. Se non ci si può permettere un servizio NON LO SI COMPRA, non c'è giustificazione alla pirateria. Quando lo capirete sarà troppo tardi.
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PelDiCarlotta (@allaberlina) segnalati@eastdakota @Cloudflare Matthew, chiudi l'internet a questo paese di *****, faglielo capire con la forza
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d0sse (@ild0sse) segnalati@amdo61 @ngiocoli @nonexpedit Non é vero anche Cloudflare blocca ip e siti. Ma non in 30 minuti perché lo chiede Sky e non ip condivisi o addirittura ip 1.1.1.1 che avrebbe portato al blocco totale di internet. Sono pazzi ad aver chiesto di bloccare 1.1.1.1
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🏴☠️ The Pirate 🏴☠️ (@Pinperepette) segnalati@me_vico01 @thepuchiherald Come risorse online: RIPE Labs, Cloudflare blog tecnico e gli RFC (BGP, DNS, TCP). Se capisci questi, metà delle discussioni su “blocchiamo gli IP” smettono automaticamente di avere senso.
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🏴☠️ The Pirate 🏴☠️ (@Pinperepette) segnalati@unodinoivoi No, è l’opposto. Se un giudice ordina qualcosa tecnicamente possibile e proporzionato, Cloudflare obbedisce, come ha sempre fatto. Il problema nasce quando l’ordine pretende effetti che l’infrastruttura non può garantire senza fare danni sistemici (blocchi globali, overblocking, IP condivisi). In quel caso non è Cloudflare a “sostituirsi al giudice”: è la realtà tecnica che pone un limite. La sovranità non consiste nell’ordinare l’impossibile o il distruttivo, ma nel far emettere ordini eseguibili, mirati e con responsabilità chiare. Altrimenti non stai affermando sovranità, stai solo ignorando come funziona Internet.
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Marco 🇮🇹 (@ItCROHodler) segnalati@mirkonicolino Fossi in cloudflare spegnerei il servizio per un 10 minuti buoni in Italia e vediamo che succede 🤭
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Pietro di Caprio (@pietrodc0) segnalati@mirkonicolino oddio, e le Cloudflare Pages? I Clouflare Workers? Ed il servizio R2? non fate come l'AGCOM, informatevi, dai.
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Francesco Caizzi (@largociospe) segnalati@Pinperepette @Antonioerred @giovanniralli12 Non sembra essere un gran problema, son pagati abbastanza evidentemente. Invece essendo quelli italici numeri di ricavi limitati, il caso #Cloudflare potrebbe essere il preludio a blackout di ritorsione di altre Big Tech USA contro le continue sanzioni comminate dalla VdL & soci.