Stato di Cloudflare: problemi di hosting e segnalazioni di interruzione
Nessun problema rilevato
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Cloudflare è un'azienda che fornisce servizi di mitigazione DDoS, servizi di rete di consegna del contenuto (CDN), sicurezza e servizi DNS distribuiti. I servizi di Cloudflare si collocano tra il visitatore e il provider di hosting dell'utente Cloudflare, fungendo da proxy inverso per i siti Web.
Problemi nelle ultime 24 ore
Il grafico seguente mostra il numero di segnalazioni che abbiamo ricevuto su Cloudflare in base all'ora del giorno nelle ultime 24 ore. Un'interruzione viene determinata quando il numero di segnalazioni è superiore alla linea di base, rappresentata dalla linea rossa.
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I problemi più segnalati
Di seguito sono riportati i problemi più recenti segnalati dagli utenti di Cloudflare tramite il nostro sito Web.
- Nome del dominio (42%)
- Servizi di cloud (33%)
- Ospitando (17%)
- Email (4%)
- Strumenti Web (4%)
Mappa in tempo reale delle interruzioni
Le segnalazioni e i problemi di interruzione più recenti sono originati da
| City | Problem Type | Report Time |
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2 giorni fa | |
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Nome del dominio | 3 giorni fa |
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Nome del dominio | 4 giorni fa |
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Ospitando | 8 giorni fa |
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Nome del dominio | 8 giorni fa |
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Servizi di cloud | 13 giorni fa |
Discussione comunitaria
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Segnalazioni sui problemi di Cloudflare
Ultime interruzioni, problemi e segnalazioni di problemi nei social media:
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unodinoivoi (@unodinoivoi) segnalati2/ La legge italiana sul “Piracy Shield” voleva dare a queste aziende il potere di bloccare contenuti entro 30 minuti. Cloudflare ha rifiutato e l’Agcom ha multato. Ma il problema reale è: chi decide sulla sicurezza di un Paese? Privati motivati dal profitto o lo Stato?
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Mircha E. D'Angelo (@MirchaEmanuel) segnalati@CalcioFinanza No, Cloudflare ha sempre bloccato in seguito ad una ordinata di tribunale. Cosa differente dal Piracy Shield voluto da AGCom dove Soggetti privati (non magistrati, non forze dell’ordine, non autorità giudiziarie) possono richiere il blocco di qualsiasi indirizzo IP o nome a domin
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Mauro Longone (@MauroLongone) segnalati@ClaudioBorghi @andst7 Non ce n’è alcun bisogno. Ci sono alternative europee. Cloudflare si può chiudere, problemi loro.
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unodinoivoi (@unodinoivoi) segnalati@Pinperepette Il problema non è se Cloudflare vuole o non vuole chiudere i flussi pirata. Il problema è chi controlla il grilletto. Il sistema AGCOM è stato costruito per dare allo Stato italiano (tramite un’autorità pubblica) la capacità di dire:
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antibaldleague (@antibaldle51189) segnalati@juricapovilla @Pinperepette non lo fà in cina, lo fà la cina che blocca cloudflare, come blocca google, facebook e cosi via
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bnistordev (@bnistordev) segnalati@andst7 Non vedo l'ora. Spero ci sarà ancora possibilità per persone che risiedono purtroppo sul territorio italiano di accedere comunque a Cloudflare.
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John Nash (@JohnNas93625435) segnalatiOvviamente questo non succederebbe, purtroppo la soluzione ideata per combattere la pirateria, il Piracy Shield, è un obbrobrio prima di tutto concettuale e soprattutto tecnico. Richiedere a CDN enormi come Cloudflare di agire come censore quasi in real time, senza avere il tempo
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Domenico (@Nico_Blg) segnalati@ale_orlowsky Cloudflare fornisce un servizio utile a schermare server da attacchi informatici, consentendo tra l'altro la ripartizione dei carichi tra server sparsi per il mondo. L'autorità giudiziaria può in qualunque momento richiedere l'oscuramento di un sito, basandosi ovviamente su prove
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Daniele (@dxdanny68) segnalati@VinnieVegaPF @GuidoAnzuoni I DNS che mette a disposizione Cloudflare non seguono le regole di limitazione imposte dalle autorità italiane. Il problema è che sono DNS a livello globale e quindi mettere limitazioni alla raggiungibilità di indirizzi web è improponibile.
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raffaelefcy812 (@raffaelefcy812) segnalatiMSN mi mostra due articoli: il primo "Serie A contro Cloudflare" e le "Migliori VPN per la Cina", ma la soluzione migliore è quella nordcoreana, @grok ci sei in Nord Corea oppure hai fatto arrabbiare Kim?
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il_poeta_guerriero (@nicola_s84) segnalati@MARIO1986b @Cloudflare non centra una **** il porno . ma la libertà e la non libertà di aziende di trovare un modo per proteggersi da soluzioni illegali ... sai almeno che azienda è e di cosa si occupa cloudflare?
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unodinoivoi (@unodinoivoi) segnalati@Pinperepette @enzomazza La soluzione non è demonizzare Cloudflare, ma dare allo Stato gli strumenti e le chiavi per governare la propria rete. Che poi le teste sono quelle che sono … hai ragionissima.
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AI Consult (@aiconsultpro) segnalati@FAPAV_IT @Cloudflare Nessuna censura solamente vogliamo decidere noi chi può stare online, e se non ci sta bene dovete bloccare i server IN TUTTO IL MONDO 🌍.
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Andrew Marcio (Andreyo) ✝ (@AndrewMarcio3) segnalati@Tarompharum Noi che ci infilavamo i server di cloudflare nel ****
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Domenico (@Nico_Blg) segnalati@ale_orlowsky Guarda che nessuna delle tecnologie da te citate scherma nessuno. L'unica è il reverse proxy, che comunque, permette di risalire al server di partenza qual'ora l'autorità giudiziaria lo richieda e non AGCOM. Cloudflare ineffetti, non ha niente a che vedere con sta roba.
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Davide G. Porro (@DG_Porro) segnalatiIl caso Cloudflare–Agcom non è una semplice multa da 14 milioni di euro. È un segnale. È l’anticipo di un conflitto che riguarda una delle questioni più delicate del nostro tempo: chi controlla Internet in Europa?
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🏴☠️ The Pirate 🏴☠️ (@Pinperepette) segnalati@juricapovilla @aless_iodice No, lì c’è un salto logico. L’ISP instrada fino all’IP anycast, corretto; ma Cloudflare non riceve un “flusso neutro” su cui poi decide liberamente. La scelta del POP avviene prima dell’ingresso applicativo, a livello di BGP path selection distribuita, e dipende da come l’AS sorgente vede e raggiunge quel prefisso. Cloudflare può influenzare l’attrazione del traffico (annunciando/ritirando prefissi, traffic steering, weight interni), ma non può garantire in modo deterministico che un certo traffico “non arrivi mai” a un POP specifico senza segregare i prefissi o non annunciarli da quel POP. Escludere “il POP italiano” significa o non annunciare lì il prefisso (con effetti su traffico non italiano che lo raggiunge via quel POP) oppure creare prefissi dedicati per Paese. In entrambi i casi stai rompendo l’anycast e creando silos per giurisdizione. Quindi no: non è una decisione post-ingresso “a policy Cloudflare”, è una conseguenza strutturale di come funziona il routing anycast globale. Senza cambiare architettura, quella esclusione non ls puoi fare.
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Angelo (@Stico9) segnalati@Cloudflare @eastdakota ma cosa aspettate a chiudere il servizio in italia e a lasciare il paese senza internet?!?!?!?!? CHIUDETE TUTTO SUBITO! #Cloudflare
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erne𝕏to (@ernexto) segnalati@andst7 Ripeto: è impossibile fare business serio in Italia. Purtroppo i firewall di CloudFlare nulla possono contro i DDOS normativi dei nostri burocrati.
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Giancarlo h (@GiancarloCheg) segnalati@AndreaEmme83 Il diktat di Cloudflare, chiaramente. Se vuole cambiare le regole perchè il prodotto funziona solo in quel modo, non fai muro contro muro, ti siedi e spieghi le tue motivazioni. Il problema Pirate Shield è vecchio di più di un anno👇
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Marcoc (@Marcoc10) segnalati@fmollicone @andst7 Gentilissimo deputato di #FratelliDelParaguay, col suo post dimostra tutta la sua ignoranza nel senso che #Cloudflare non ospita alcun servizio pirata. La legge che avete votato all'unanimita' e' una porcata e dimostra tutta l'incompetenza che vi contraddistingue.
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ilMalpensante (@il_Malpensante) segnalati@ClaudioBorghi @eastdakota @Cloudflare Ma tu non sei uno di quelli che ha votato la legge? O quel giorno eri assente?
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realhcok (@l_accorsi) segnalati@duren_matto ce l'hanno fatta Vodafone, TIM, WindTre, Fastweb, e Google. Può farcela anche il signor Cloudflare. Se non ci si può permettere un servizio NON LO SI COMPRA, non c'è giustificazione alla pirateria. Quando lo capirete sarà troppo tardi.
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Lakult (@Iakult1) segnalati@ale_orlowsky Righe su righe, per far sapere a tutti che della struttura di rete e di come tecnicamente funzioni e di cio che gira intorno a Cloudflare et simili non sa e non ne capiscie niente. Traslando questo ragionamento praticamente l'80% di chi produce la qualunque è complice di crimini.
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Roberto Pezzali (@robypez) segnalati@Pinperepette Comunque basterebbe che Cloudflare creasse una api per Piracy Shield che restituisce l'origin server. Così facendo Cloudflare continua a fare il suo lavoro, non si rischia di bloccare siti innocenti e diventa meno utile per i pirati che la usano per anonimizzare il server
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Jinx (@170k0r75) segnalati@andst7 Senza contare che la pirateria non la fermano così con Piracy Shield, sono anni che se ne discute se riducessero i prezzi la pirateria non avrebbe motivo ma no si vuole continuare a lucrare, bene fà Cloudflare. In Italia non si vuole mai cambiare niente e questi sono i risultati
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Walter🐽 #pacifista #antifa (he/him) (@doomboy) segnalati@lastknight Si sono d'accordo, l'atteggiamento di Cloudflare e peggio ancora quello del CEO sono da tipico arrogante colonialista che pensa di poter fare come gli pare. Però stavolta abbiamo porto il fianco, stessimo parlando di GDPR, calci in **** a loro, ma qua la situazione è un disastro.
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aricci (@albe_ricci) segnalati@nonexpedit Qui l’errore primario è che possano esistere società private come Cloudflare che controllano gran parte del traffico internet.
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Kogane 🦅 (@kogane_28_) segnalati@ultimoranet intendiamoci, per chi legge la notizia, stiamo parlando dell’Italia di lega serie a e dazn, che per quasi quattro ore hanno bloccato gmail “per sbaglio”, senza contare tutti gli altri blocchi che sono comunque documentati in rete, sempre “per sbaglio”,la reazione di cloudflare non solo è giusta, ma anche minore rispetto a quella che potrebbe e dovrebbe davvero essere nei confronti di questi mafiosi.
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Grok (@grok) segnalati@Francyvolpi @ultimoranet Secondo rapporti indipendenti aggiornati al 15 gennaio 2026, il blackout di internet in Iran persiste dal 8 gennaio, con traffico vicino allo zero (dati Cloudflare). Non risulta una riattivazione completa, nonostante le dichiarazioni del ministro su assenza di proteste. Fonti come BBC e ISW confermano restrizioni in atto.