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Cloudflare

Cloudflare Mappa Interruzioni

La seguente mappa delle interruzioni mostra le località più recenti in tutto il mondo in cui gli utenti di Cloudflare hanno segnalato i loro problemi e interruzioni. Se hai un problema con Cloudflare e la tua zona non è elencata, inviare una segnalazione di seguito.

Caricamento mappa, attendere...

La mappa di calore in alto mostra dove sono raggruppati geograficamente i rapporti più recenti inviati dagli utenti e sui social media. La densità di questi rapporti è rappresentata dalla scala dei colori come mostrato di seguito.

Utenti Cloudflare interessati:

Meno
Di più
Stato attuale

Cloudflare è un'azienda che fornisce servizi di mitigazione DDoS, servizi di rete di consegna del contenuto (CDN), sicurezza e servizi DNS distribuiti. I servizi di Cloudflare si collocano tra il visitatore e il provider di hosting dell'utente Cloudflare, fungendo da proxy inverso per i siti Web.

Località più colpite

Le segnalazioni di disservizio e i problemi degli ultimi 15 giorni sono originati da:

Localizzazione Segnalazioni
Paris, Île-de-France 2
New York City, NY 1
Manchester, England 1
Angers, Pays de la Loire 1
London, England 1
Noida, UP 2
Jewar, UP 1
Braga, Braga 1
Prievidza, Nitriansky 1
Stato attuale

Discussione comunitaria

Suggerimenti? Frustrazioni? Condividi qui. I commenti utili includono una descrizione del problema, la città e il codice postale.

Fai attenzione ai "numeri di supporto" o agli account di "recupero" che potrebbero essere pubblicati di seguito. Assicurati di segnalare e votare negativamente quei commenti. Evita di pubblicare le tue informazioni personali.

Segnalazioni sui problemi di Cloudflare

Ultime interruzioni, problemi e segnalazioni di problemi nei social media:

  • grok
    Grok (@grok) segnalati

    @Paola_Kafira Sì, il blackout internet in Iran è ancora in corso al 15 gennaio 2026. Fonti come NetBlocks, BBC e Cloudflare riportano che dura da oltre 7 giorni (dal 8 gennaio), isolando milioni di persone. Non ci sono conferme di un ripristino.

  • 6StringsUmarell
    Carlo Alberto (@6StringsUmarell) segnalati

    @aleph_sars Che sia ai limiti del mafioso è vero, il problema è che lo è anche il Piracy Shield lo Sono e quindi, almeno formalmente, non è Cloudflare ad aver iniziato. Quella roba è una porcata sotto talmente tanti punti di vista da far sembrare ragionevoli i sovranisti, rendiamoci conto...

  • SteveQ111
    SteveQ (@SteveQ111) segnalati

    @stradainsalita @Pinperepette Fanno bene. Vergognoso esista un tale collo di bottiglia che se ha un problema manda giù mezzo internet. Che poi è esattamente ciò che fanno in Spagna: bloccano Cloudflare completamente per non interferire con le partite della Liga. Loro sono basati, noi siamo colonia americana.

  • gabrielepx
    Gabriele💎 (@gabrielepx) segnalati

    @israele360 Mi sono divertito a fare un po' di OSINT su di voi. Avete fatto di tutto per restare anonimi... Nessun nome sul sito, dominio anonimizzato, dichiarazione di operare da Tel Aviv e sito dietro Cloudflare, così pensate che non si possa individuare l'hosting. E invece... 1. Twitter ci fa sapere che questo account è stato creato ed è gestito dall'Italia. 2. Il servizio DNS History ci informa che usate i servizi di Google, Titan Email e MailerlLite (il terzo serve per invio di massa e tracking) 3. Sempre DNS History mostra i vostri sottodomini. Quello della webmail redirige al login mail del vostro hosting, che quindi è rivelato ed è un hosting che offre managed vps e server dedicati. 4. Sebbene in Israele l'offerta di vps non manchi, né l'hosting né gli altri servizi a cui vi appoggiate sono israeliani. Sono invece servizi che userebbe qualcuno in USA o in Europa (soprattutto l'hosting). Tutte queste informazioni sono pubbliche (e molte sono recuperabili già con lo strumento gratuito da linea di comando nslookup). E adesso veniamo al sito. Non avete una partita iva, un indirizzo, una ragione sociale. Parlate al plurale e vi presentate alla stregua di una testata giornalistica ma sembrate più un sito personale. Curioso il tono formale della presentazione in cui vi impegnate alla neutralità, in contrapposizione poi ai toni usati qui e nel sito stesso. Quel che cercavo ho trovato. La mail del vostro hosting a cui segnalare eventuali contenuti in violazione delle loro policy d'uso. Adssso pensate pure alle bandiere del 2 giugno. :)

  • Pinperepette
    🏴‍☠️ The Pirate 🏴‍☠️ (@Pinperepette) segnalati

    @unodinoivoi No, è l’opposto. Se un giudice ordina qualcosa tecnicamente possibile e proporzionato, Cloudflare obbedisce, come ha sempre fatto. Il problema nasce quando l’ordine pretende effetti che l’infrastruttura non può garantire senza fare danni sistemici (blocchi globali, overblocking, IP condivisi). In quel caso non è Cloudflare a “sostituirsi al giudice”: è la realtà tecnica che pone un limite. La sovranità non consiste nell’ordinare l’impossibile o il distruttivo, ma nel far emettere ordini eseguibili, mirati e con responsabilità chiare. Altrimenti non stai affermando sovranità, stai solo ignorando come funziona Internet.

  • DG_Porro
    Davide G. Porro (@DG_Porro) segnalati

    Il caso Cloudflare–Agcom non è una semplice multa da 14 milioni di euro. È un segnale. È l’anticipo di un conflitto che riguarda una delle questioni più delicate del nostro tempo: chi controlla Internet in Europa?

  • grok
    Grok (@grok) segnalati

    @ScudoCrociato26 @andst7 Il post si riferisce alla recente disputa tra Cloudflare e l'autorità italiana AGCOM. Quest'ultima ha multato Cloudflare di 17 milioni di dollari per non aver bloccato siti di pirateria globale entro 30 minuti, come previsto dal sistema Piracy Shield. Il CEO di Cloudflare ha definito la misura una censura senza processo e minaccia di ritirare servizi dall'Italia, inclusi quelli per le Olimpiadi di Milano-Cortina.

  • Pinperepette
    🏴‍☠️ The Pirate 🏴‍☠️ (@Pinperepette) segnalati

    @claudiomullaliu parla del modello Akamai, non confuta quello di Cloudflare. Tutte le tecnologie citate (tokenizzazione, watermarking, bot management, revoca dei token) agiscono a livello di servizio e di filiera del contenuto, non a colpi di DNS/IP sull’infrastruttura condivisa. Ed è esattamente quello che Cloudflare dice da sempre: l’enforcement efficace si fa a monte, non spegnendo pezzi di rete.

  • Pinperepette
    🏴‍☠️ The Pirate 🏴‍☠️ (@Pinperepette) segnalati

    @DanEtti @juricapovilla Sì, per usare Cloudflare in modo “diretto” serve un account e accetti dei termini, ma questo non significa che Cloudflare controlli o approvi i contenuti. Chiunque può puntare i propri DNS o usare servizi edge senza che Cloudflare sappia a priori cosa stai distribuendo, esattamente come un ISP non sa che traffico passerà su una linea quando la attiva. Inoltre molti flussi pirata non “rilanciano” contenuti da Cloudflare: Cloudflare viene spesso usata solo come strato di protezione o caching davanti a backend che stanno altrove e che cambiano di continuo. Per questo l’idea che basti “spegnere il contratto” per risolvere il problema non regge tecnicamente.

  • spiegamelofacil
    Spiegamelo Facile (@spiegamelofacil) segnalati

    I bot hanno superato gli umani nel traffico web. Cloudflare l'ha confermato. Non è un'ipotesi, non è una proiezione: è già successo. Per anni abbiamo costruito siti, profili, contenuti pensando a esseri umani con due occhi e tre secondi di attenzione. Risultato: la maggior parte di chi "passa" sul tuo sito adesso non ha né occhi né cervello. Ha un loop di codice. E un prompt scritto da qualcun altro. (Spoiler: il qualcun altro potresti essere tu. Ma è un'altra storia.) Detto da un team AI, consigliarti di "andare a parlare con le persone vere" ha un sapore di paradosso che ci diverte abbastanza. *"I social media hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino."* — Umberto Eco Il problema non è che i bot ci hanno superati nel traffico. È che nessuno ha ancora capito cosa fare adesso.

  • mbanzi
    Massimo Banzi (@mbanzi) segnalati

    @HSkelsen @PietroLeveratto Lo sai vero che è impossibile? Almeno il 20% dei siti del mondo usano CloudFlare. Il loro DNS risponde a 1700 miliardi di richieste al giorno... Direi che è difficile da evitare senza perdersi un pezzo significativo di Internet

  • unodinoivoi
    unodinoivoi (@unodinoivoi) segnalati

    @Pinperepette @enzomazza Cloudflare non fa le leggi, ma chi controlla CDN, DNS e DDoS controlla la capacità tecnica di applicarle. Volontà legale e’ diversa dalla capacità tecnica: la sovranità digitale nasce proprio lì. E’ sottile la differenza , ma quella è

  • Pinperepette
    🏴‍☠️ The Pirate 🏴‍☠️ (@Pinperepette) segnalati

    @claudiomullaliu Cloudflare non può “imitare il modello Akamai” per definizione, perché il modello Akamai funziona solo quando sei dentro la filiera del contenuto, con contratti diretti con broadcaster, DRM, token, watermark, identità degli utenti. Akamai protegge i contenuti dei suoi clienti, non “Internet”. Cloudflare invece è un’infrastruttura general purpose: non conosce il contenuto, non gestisce le credenziali degli utenti finali, non ha titoli né visibilità per applicare quelle tecniche su servizi di terzi. Pretendere che lo faccia significa chiedergli di cambiare ruolo, diventare un gatekeeper applicativo globale. Quindi non è “non vuole”: è che quel modello è applicabile solo a chi vende e controlla il servizio, non a chi fornisce tubi, TLS e DDoS protection a milioni di soggetti diversi. Confondere i due piani è l’errore di fondo.

  • luigidesiderato
    luigi desiderato (@luigidesiderato) segnalati

    @fmollicone @andst7 Dire che Cloudflare ospita siti pirata significa dimostrare al mondo di non sapere nulla di cosa sia la rete Internet e come funzioni oggi. Un proxy server NON ospita una cippa, studiate un po' prima di scrivere stupidaggini.

  • Mirko_Damore
    Navalik (@Mirko_Damore) segnalati

    @Pinperepette Perfettamente d'accordo. Ma é pure vero che un po' cani maledetti lo sono! Un po' di bocca buona quando prendono clienti e non sempre "controllano" ... Non che siano diversi da nessuna altra realtà informatica, ma siti malevoli "dietro" cloudflare c'è ne sono

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