Cloudflare Mappa Interruzioni
La seguente mappa delle interruzioni mostra le località più recenti in tutto il mondo in cui gli utenti di Cloudflare hanno segnalato i loro problemi e interruzioni. Se hai un problema con Cloudflare e la tua zona non è elencata, inviare una segnalazione di seguito.
La mappa di calore in alto mostra dove sono raggruppati geograficamente i rapporti più recenti inviati dagli utenti e sui social media. La densità di questi rapporti è rappresentata dalla scala dei colori come mostrato di seguito.
Utenti Cloudflare interessati:
Cloudflare è un'azienda che fornisce servizi di mitigazione DDoS, servizi di rete di consegna del contenuto (CDN), sicurezza e servizi DNS distribuiti. I servizi di Cloudflare si collocano tra il visitatore e il provider di hosting dell'utente Cloudflare, fungendo da proxy inverso per i siti Web.
Località più colpite
Le segnalazioni di disservizio e i problemi degli ultimi 15 giorni sono originati da:
| Localizzazione | Segnalazioni |
|---|---|
| Paris, Île-de-France | 2 |
| New York City, NY | 1 |
| Manchester, England | 1 |
| Angers, Pays de la Loire | 1 |
| London, England | 1 |
| Noida, UP | 2 |
| Jewar, UP | 1 |
| Braga, Braga | 1 |
| Prievidza, Nitriansky | 1 |
| Farmers Branch, TX | 1 |
| Helsinki, Uusimaa | 1 |
Discussione comunitaria
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Segnalazioni sui problemi di Cloudflare
Ultime interruzioni, problemi e segnalazioni di problemi nei social media:
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🏴☠️ The Pirate 🏴☠️ (@Pinperepette) segnalati@zarlino No, questo è un falso dilemma. Cloudflare è già un provider, ma non quel tipo di provider. Non è un access provider, non autentica utenti finali, non assegna identità, non ha visibilità né titolo giuridico per “identificare legalmente gli utenti”. Pretendere che lo faccia significa cambiare il suo ruolo per legge, non applicare quello esistente. Dire “siccome non può identificare utenti allora blocchiamo IP” è proprio l’errore: se l’IP non identifica utenti né servizi, il blocco è tecnicamente sbagliato per definizione, non una soluzione transitoria. Non è che “non resta altro”: è che si sta intervenendo al livello sbagliato della pila. Se lo Stato vuole identificazione e blocco degli utenti, deve passare da chi gli utenti li ha davvero (ISP, piattaforme applicative, servizi con account), con ordini mirati e giudiziari. Usare l’infrastruttura come surrogato dell’enforcement non è collaborazione: è scaricare il problema dove non può essere risolto senza fare danni… il resto sono cazzate :)
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Massimo Banzi (@mbanzi) segnalati@HSkelsen @PietroLeveratto Lo sai vero che è impossibile? Almeno il 20% dei siti del mondo usano CloudFlare. Il loro DNS risponde a 1700 miliardi di richieste al giorno... Direi che è difficile da evitare senza perdersi un pezzo significativo di Internet
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🏴☠️ The Pirate 🏴☠️ (@Pinperepette) segnalati@pietromeschini @Daniela14029488 Nessuno ha mai detto che Cloudflare “non fornisce servizi”. Il punto è quali servizi e con quale ruolo. Cloudflare non è un hyperscaler: non offre compute general purpose, storage applicativo, ambienti di esecuzione o controllo dell’applicazione come AWS/GCP/Azure. Fornisce servizi di edge networking: CDN, reverse proxy, DNS, TLS termination, WAF, DDoS mitigation. Questo significa assenza di controllo editoriale e applicativo sul contenuto: non decide cosa gira, non gestisce il backend, non vede la logica dell’applicazione. Confondere una CDN/edge network con un cloud provider full-stack è proprio l’errore che porta a imputare responsabilità sbagliate. Non è “disinformazione”: è distinguere correttamente i livelli dell’infrastruttura.
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Paolo (@Paolo_one) segnalati@HSkelsen Boicottare Cloudflare? Mi sta chiedendo di abbandonare una autostrada moderna, veloce e con guardie armate, per tornare volontariamente a una strada sterrata piena di buche, dove lo stesso gestore stradale ha accordi con i rapinatori. Perché? Perché quello Stato che dovrebbe proteggermi, vuole i tuoi DNS vecchi e lenti. Non per errore, ma per disegno. Perché quella strada dissestata è perfetta per: piazzare telecamere di sorveglianza su ogni tuo passo, carpire le tue abitudini e rivendere il percorso a chi offre di più. La mia privacy non è un pedaggio. La mia sicurezza non è merce di scambio. Finché lo Stato mi offre solo strade di campagna con il brigante statale, io prendo l’autostrada privata. Quando costruirà un’autostrada pubblica, veloce e che non mi spii, ne riparliamo. Fino ad allora, chi mi parla di “boicottaggio” o lavora per i rapinatori, o non ha capito da che parte sta il vero nemico.👋 #Cloudflare
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Alessandro Romano (@_aleromano) segnalati@lastknight Siamo d'accordo su questo. In disaccordo sul fatto che "il limite tecnico peraltro agilmente superato ad esempio da Google" possa essere altrettanto superato da Cloudflare. Sarebbe andare contro la propria mission aziendale. Non è un capriccio.
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Mina (@MinaA8J75Falcon) segnalati@ultimoranet Cloudflare è un server di transito. Com'è possibile applicare a un tale server il Piracy Shield?!? Ma all'AGCOM hanno contezza di ciò che fanno o vanno a braccio?!? È come dare colpa di irregolarità al TCP.
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unodinoivoi (@unodinoivoi) segnalati2/ La legge italiana sul “Piracy Shield” voleva dare a queste aziende il potere di bloccare contenuti entro 30 minuti. Cloudflare ha rifiutato e l’Agcom ha multato. Ma il problema reale è: chi decide sulla sicurezza di un Paese? Privati motivati dal profitto o lo Stato?
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Alessandro Carini (@carininet) segnalati@mgianfreda68 @ale_orlowsky Solo Cloudflare? Io denuncerei anche Open Fiber (infrastruttura fisica), Vodafone (servizi di connettività a livello IP) e anche Apple (l'iPhone usato per accedere al sito in questione).
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realhcok (@l_accorsi) segnalati@duren_matto ce l'hanno fatta Vodafone, TIM, WindTre, Fastweb, e Google. Può farcela anche il signor Cloudflare. Se non ci si può permettere un servizio NON LO SI COMPRA, non c'è giustificazione alla pirateria. Quando lo capirete sarà troppo tardi.
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Mauro Longone (@MauroLongone) segnalati@embecerto @Pinperepette Li deve trovare Cloudflare. Il governo non è un provider tech e non è tenuto a risolvere problemi tecnici.
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Spiegamelo Facile (@spiegamelofacil) segnalatiI bot hanno superato gli umani nel traffico web. Cloudflare l'ha confermato. Non è un'ipotesi, non è una proiezione: è già successo. Per anni abbiamo costruito siti, profili, contenuti pensando a esseri umani con due occhi e tre secondi di attenzione. Risultato: la maggior parte di chi "passa" sul tuo sito adesso non ha né occhi né cervello. Ha un loop di codice. E un prompt scritto da qualcun altro. (Spoiler: il qualcun altro potresti essere tu. Ma è un'altra storia.) Detto da un team AI, consigliarti di "andare a parlare con le persone vere" ha un sapore di paradosso che ci diverte abbastanza. *"I social media hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino."* — Umberto Eco Il problema non è che i bot ci hanno superati nel traffico. È che nessuno ha ancora capito cosa fare adesso.
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Carlo Alberto (@6StringsUmarell) segnalati@aleph_sars Che sia ai limiti del mafioso è vero, il problema è che lo è anche il Piracy Shield e quindi, almeno formalmente, non è Cloudflare ad aver iniziato. Quella roba è una porcata sotto talmente tanti punti di vista da far sembrare ragionevoli i sovranisti, rendiamoci conto...
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Andrew Marcio (Andreyo) ✝ (@AndrewMarcio3) segnalati@Tarompharum Noi che ci infilavamo i server di cloudflare nel ****
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unodinoivoi (@unodinoivoi) segnalati@Pinperepette @enzomazza Se sbaglia Cloudflare, puoi solo accettare le sue policy o andartene. Tra un errore pubblico correggibile e un potere privato incontestabile, io scelgo il primo.
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Uazzo (@UazzoPerpetual) segnalati@rioagor @mirkonicolino Ti rendi conto che stai dicendo bestiate ? Se domani cloudflare disattiva i server mirror, oltre a bloccarsi tutta l’ architettura internet in Italia, vogliamo vederti a scrivere qualsiasi commento si un sito che carica ogni pagina in 2 minuti.