Cloudflare Mappa Interruzioni
La seguente mappa delle interruzioni mostra le località più recenti in tutto il mondo in cui gli utenti di Cloudflare hanno segnalato i loro problemi e interruzioni. Se hai un problema con Cloudflare e la tua zona non è elencata, inviare una segnalazione di seguito.
La mappa di calore in alto mostra dove sono raggruppati geograficamente i rapporti più recenti inviati dagli utenti e sui social media. La densità di questi rapporti è rappresentata dalla scala dei colori come mostrato di seguito.
Utenti Cloudflare interessati:
Cloudflare è un'azienda che fornisce servizi di mitigazione DDoS, servizi di rete di consegna del contenuto (CDN), sicurezza e servizi DNS distribuiti. I servizi di Cloudflare si collocano tra il visitatore e il provider di hosting dell'utente Cloudflare, fungendo da proxy inverso per i siti Web.
Località più colpite
Le segnalazioni di disservizio e i problemi degli ultimi 15 giorni sono originati da:
| Localizzazione | Segnalazioni |
|---|---|
| New York City, NY | 3 |
| Los Angeles, CA | 1 |
| Paris, Île-de-France | 1 |
Discussione comunitaria
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Segnalazioni sui problemi di Cloudflare
Ultime interruzioni, problemi e segnalazioni di problemi nei social media:
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Riccardo (@RicBellintani) segnalati@MauroLongone @Pinperepette Però la denuncia deve essere rispetto al servizio, perché se a Cloudflare dai solo l'IP da bloccare cosa fa? Si inventa il servizio?
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Francesco M (l'informiere) (@Notoriux) segnalati@doomboy Cloudflare fa quello che gli dicono i clienti paganti, se i clienti dicono "sul mio sito non voglio vedere VPN" non è che Cloudflare può controbattere "ma la VPN di Proton è affidabile"
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Mauro Longone (@MauroLongone) segnalati@ClaudioBorghi @andst7 Non ce n’è alcun bisogno. Ci sono alternative europee. Cloudflare si può chiudere, problemi loro.
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Kogane 🦅 (@kogane_28_) segnalati@ultimoranet intendiamoci, per chi legge la notizia, stiamo parlando dell’Italia di lega serie a e dazn, che per quasi quattro ore hanno bloccato gmail “per sbaglio”, senza contare tutti gli altri blocchi che sono comunque documentati in rete, sempre “per sbaglio”,la reazione di cloudflare non solo è giusta, ma anche minore rispetto a quella che potrebbe e dovrebbe davvero essere nei confronti di questi mafiosi.
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Giorgio Cembran (@eXist3nZ_89) segnalati@lastknight Non vedo come questo possa mitigare i contenuti pirata. Oggi Cloudflare, domani Google... L'elusione con un altro provider si fa con 3 clic qualsiasi servizio sia, attacchiamo tutti fornitori uno dopo l'altro, fino a che non cadono tutti a suon di multe? Mi sembra miope...
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Signor Flavio (@zarlino) segnalati@Pinperepette Se un giudice lo ha ritenuto legale, è legale. E poi cosa importa se è legale? È ciò che inevitabilmente succede se CloudFlare non blocca quelli che la Repubblica Italiana vuole bloccare. (vedo che ti mettono i cuoricini per il piagnucolio sulla legalità ;)
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🏴☠️ The Pirate 🏴☠️ (@Pinperepette) segnalati@ale_orlowsky @sonoclaudio Qui c’è un equivoco di fondo. Nessuno contesta che i contenuti illeciti vadano rimossi né che lo Stato abbia il diritto di far rispettare la legge. Quello che si contesta è il metodo, non il fine. Cloudflare non “ospita” contenuti, non li decide e non li promuove: è un intermediario infrastrutturale. Dire che “favorisce” l’illecito perché fornisce DNS o CDN è come dire che l’autostrada favorisce una rapina perché l’auto del rapinatore ci passa sopra. La neutralità non è una scusa, è un principio giuridico e tecnico riconosciuto proprio dal diritto europeo. AGCOM agisce su mandato legislativo, vero, ma un mandato legislativo non rende automaticamente corretto o efficace qualsiasi strumento tecnico. Blocchi DNS/IP massivi su infrastrutture condivise non distinguono tra lecito e illecito, sono facilmente aggirabili e producono overblocking sistemico: lo dimostrano i fatti, non le opinioni. Quanto allo “stato di diritto online”: lo stato di diritto non è l’automatismo amministrativo, è proporzionalità, due process e responsabilità. Se un contenuto viene oscurato subito e il controllo arriva solo dopo, il danno è già fatto. Questo non è ripristinare la legalità, è creare un precedente pericoloso. Internet non è “di un’azienda”, ma nemmeno dello Stato che può spegnerne pezzi a colpi di IP. È un’infrastruttura condivisa globale. Governarla male non la rende più giusta: la rende solo più fragile.
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Giorgio Barilla (@gibarilla) segnalati@fmollicone @andst7 AGCOM non è stata "costretta" a fare niente, ha fatto una scelta perché Cloudflare ha tanti soldi e speravano pagassero in silenzio. Cloudflare non "ospita siti pirata", sarebbe carino le agenzie Italiane si informassero prima di multare.
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🏴☠️ The Pirate 🏴☠️ (@Pinperepette) segnalati@1marcoo @lastknight Le posizioni possibili sono due. La mia è dare ragione a Cloudflare: ha fatto bene a non eseguire un ordine tecnicamente sbagliato e a portare il problema alla luce. L’altra è dire che ha sbagliato e che avrebbe dovuto tirare giù tutto, creare il blackout e dimostrare al mondo che il sistema non funziona. Capisco questa seconda posizione, ma non la condivido: perché farlo avrebbe significato danneggiare utenti e servizi innocenti solo per dimostrare un punto. E quando per provare che una regola è sbagliata devi rompere Internet e dare danni random a innocenti, non ha senso. Che non funziona oltre che a essere logico, l’ha già dimostrato da noi spegnando Google Drive.
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LordWotton (@LordWotton83) segnalati@marcopalears il problema è che le marce e corrotte istituzioni europee (e italiane) vorrebbero far applicare le schifose e liberticide norme europee anche fuori dall'europa (vedi agcom che voleva far bloccare i server delle sue liste da cloudflare IN TUTTO IL MONDO)
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Massimo Banzi (@mbanzi) segnalati@HSkelsen @PietroLeveratto Lo sai vero che è impossibile? Almeno il 20% dei siti del mondo usano CloudFlare. Il loro DNS risponde a 1700 miliardi di richieste al giorno... Direi che è difficile da evitare senza perdersi un pezzo significativo di Internet
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Daniele (@dxdanny68) segnalati@VinnieVegaPF @GuidoAnzuoni La questione sollevata in Italia è stupida perché non esiste solo Cloudflare a rendere disponibili nel mondo server DNS senza limitazioni. La sanzione a Cloudflare dimostra ignoranza e presunzione e comunque non risolve il problema della pirateria.
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unodinoivoi (@unodinoivoi) segnalati@Pinperepette @enzomazza Cloudflare non fa le leggi, ma chi controlla CDN, DNS e DDoS controlla la capacità tecnica di applicarle. Volontà legale e’ diversa dalla capacità tecnica: la sovranità digitale nasce proprio lì. E’ sottile la differenza , ma quella è
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Mauro Longone (@MauroLongone) segnalati@AndreaVenanzoni É consapevole eccome dei rapporti di forza. Decisamente a favore della Serie A. Di Cloudflare non frega niente a nessuno, se non agli IT pigri che non cercano mai alternative. Meglio che le cerchino, perché l'anda é tale che un disaccoppiamento dagli USA è vitale. Se no rischiano
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🏴☠️ The Pirate 🏴☠️ (@Pinperepette) segnalati@unodinoivoi No, è l’opposto. Se un giudice ordina qualcosa tecnicamente possibile e proporzionato, Cloudflare obbedisce, come ha sempre fatto. Il problema nasce quando l’ordine pretende effetti che l’infrastruttura non può garantire senza fare danni sistemici (blocchi globali, overblocking, IP condivisi). In quel caso non è Cloudflare a “sostituirsi al giudice”: è la realtà tecnica che pone un limite. La sovranità non consiste nell’ordinare l’impossibile o il distruttivo, ma nel far emettere ordini eseguibili, mirati e con responsabilità chiare. Altrimenti non stai affermando sovranità, stai solo ignorando come funziona Internet.