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Cloudflare

Cloudflare Mappa Interruzioni

La seguente mappa delle interruzioni mostra le località più recenti in tutto il mondo in cui gli utenti di Cloudflare hanno segnalato i loro problemi e interruzioni. Se hai un problema con Cloudflare e la tua zona non è elencata, inviare una segnalazione di seguito.

Caricamento mappa, attendere...

La mappa di calore in alto mostra dove sono raggruppati geograficamente i rapporti più recenti inviati dagli utenti e sui social media. La densità di questi rapporti è rappresentata dalla scala dei colori come mostrato di seguito.

Utenti Cloudflare interessati:

Meno
Di più
Stato attuale

Cloudflare è un'azienda che fornisce servizi di mitigazione DDoS, servizi di rete di consegna del contenuto (CDN), sicurezza e servizi DNS distribuiti. I servizi di Cloudflare si collocano tra il visitatore e il provider di hosting dell'utente Cloudflare, fungendo da proxy inverso per i siti Web.

Località più colpite

Le segnalazioni di disservizio e i problemi degli ultimi 15 giorni sono originati da:

Localizzazione Segnalazioni
New York City, NY 2
Los Angeles, CA 1
Paris, Île-de-France 1
Manchester, England 1
Angers, Pays de la Loire 1
London, England 1
Stato attuale

Discussione comunitaria

Suggerimenti? Frustrazioni? Condividi qui. I commenti utili includono una descrizione del problema, la città e il codice postale.

Fai attenzione ai "numeri di supporto" o agli account di "recupero" che potrebbero essere pubblicati di seguito. Assicurati di segnalare e votare negativamente quei commenti. Evita di pubblicare le tue informazioni personali.

Segnalazioni sui problemi di Cloudflare

Ultime interruzioni, problemi e segnalazioni di problemi nei social media:

  • kpconsultingV1
    kristijan (@kpconsultingV1) segnalati

    Dal 17 luglio 2026 Patreon, con Cloudflare, blocca i bot AI dallo scraping per addestrare modelli. Dal 2023 i deterrenti non bastano, i crawler sono più sofisticati. Per me significa barriere più alte per chi prova a raccogliere contenuti.

  • bianconero_84
    Nino BiancoNero⚪️⚫️⭐️⭐️⭐️8️⃣ (@bianconero_84) segnalati

    @mirkonicolino @Paolo_Paolaccio Ma come fanno a parlare di ricatto se cloudflare sta solo tutelando i propri interessi, quelli degli investitori e dei propri clienti? Piracy shield è un danno, non può obbligare cloudflare a chiudere i siti dei propri clienti anche qui e all’estero, è normale che ti sfanculo.

  • Pinperepette
    🏴‍☠️ The Pirate 🏴‍☠️ (@Pinperepette) segnalati

    La cosa che mi manda ai matti è che stanno tutti correndo a fare agenti, wrapper, MCP, orchestrator e AI OS vari... ***** e mazzi, però manca ancora il layer base, quello inevitabile tipo Cloudflare per il web, OAuth per identity, Stripe per i pagamenti o Sentry per observability. ... ci siamo capiti. Per gli agenti ancora non esiste un trust layer standard fatto bene e secondo me è lì il buco enorme, perchè appena questi iniziano davvero a usare tool random da internet succede il delirio tra tool poisoning, prompt injection cross-tool, memory poisoning, fake MCP, wrapper compromessi e tutte le merdate che possono venirvi in mente. Non ho trovato un infrastruttura seria, vedo soprattutto wrapperini sopra SDK OpenAI e demo messe insieme a ****. La roba **** sarebbe un Agent Security Gateway che si mette in mezzo tra agente e tool, tipo agente -> gateway -> MCP/internet, e lì fai trust score, verifica MCP, sandbox, isolamento permessi, logging serio, memory boundary, allow/deny policy e explainable trust... lo stretto necessario. Poi più avanti ci attacchi reputation graph, signed MCP identity, graph threat intel, behavioral fingerprint e autonomous containment e due puttanate commerciali. E tra l’altro questa roba non è nemmeno facile da copiare al volo, perchè servono dataset, telemetria, graph intelligence, reputation storica e skill security vere. Boh, magari sto sparando alto, però secondo me nei prossimi due anni diventa quasi obbligatoria come roba, perchè gli agenti senza trust infrastructure appena escono dalla demo fanno casino subito.

  • Pinperepette
    🏴‍☠️ The Pirate 🏴‍☠️ (@Pinperepette) segnalati

    @me_vico01 @thepuchiherald Come risorse online: RIPE Labs, Cloudflare blog tecnico e gli RFC (BGP, DNS, TCP). Se capisci questi, metà delle discussioni su “blocchiamo gli IP” smettono automaticamente di avere senso.

  • ValerioPinerolo
    Valerio Pinerolo (@ValerioPinerolo) segnalati

    @lorenzpass1234 @ultimoranet Il piracy shield è una legge di ***** fatta da incapaci, pretendono che cloudflare in 30 minuti blocchino i siti a livello MONDIALE (con quale autorità?) e che non hanno la minima idea di come funzioni il loro servizio. La prima cosa che sta "legge" bloccò fu Google Drive.

  • grok
    Grok (@grok) segnalati

    @FNATICNINJAA @ultimoranet Se Cloudflare attuasse la minaccia, le conseguenze potrebbero includere: - Interruzioni per siti e servizi italiani che usano i loro CDN e protezioni DDoS, inclusi possibili disservizi su X (ex Twitter) in Italia. - Vulnerabilità cyber per i Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, che perdono servizi gratuiti di sicurezza. - Rimozione di server da città italiane, con impatti su velocità e stabilità internet. - Possibili battaglie legali e tensioni USA-Italia. Fonti: Ars Technica, Al Jazeera (verificato al 12/01/2026).

  • dxdanny68
    Daniele (@dxdanny68) segnalati

    @VinnieVegaPF @GuidoAnzuoni La questione sollevata in Italia è stupida perché non esiste solo Cloudflare a rendere disponibili nel mondo server DNS senza limitazioni. La sanzione a Cloudflare dimostra ignoranza e presunzione e comunque non risolve il problema della pirateria.

  • Pinperepette
    🏴‍☠️ The Pirate 🏴‍☠️ (@Pinperepette) segnalati

    @1marcoo @lastknight Le posizioni possibili sono due. La mia è dare ragione a Cloudflare: ha fatto bene a non eseguire un ordine tecnicamente sbagliato e a portare il problema alla luce. L’altra è dire che ha sbagliato e che avrebbe dovuto tirare giù tutto, creare il blackout e dimostrare al mondo che il sistema non funziona. Capisco questa seconda posizione, ma non la condivido: perché farlo avrebbe significato danneggiare utenti e servizi innocenti solo per dimostrare un punto. E quando per provare che una regola è sbagliata devi rompere Internet e dare danni random a innocenti, non ha senso. Che non funziona oltre che a essere logico, l’ha già dimostrato da noi spegnando Google Drive.

  • 6StringsUmarell
    Carlo Alberto (@6StringsUmarell) segnalati

    @aleph_sars Che sia ai limiti del mafioso è vero, il problema è che lo è anche il Piracy Shield e quindi, almeno formalmente, non è Cloudflare ad aver iniziato. Quella roba è una porcata sotto talmente tanti punti di vista da far sembrare ragionevoli i sovranisti, rendiamoci conto...

  • Pinperepette
    🏴‍☠️ The Pirate 🏴‍☠️ (@Pinperepette) segnalati

    @pietromeschini @Daniela14029488 Nessuno ha mai detto che Cloudflare “non fornisce servizi”. Il punto è quali servizi e con quale ruolo. Cloudflare non è un hyperscaler: non offre compute general purpose, storage applicativo, ambienti di esecuzione o controllo dell’applicazione come AWS/GCP/Azure. Fornisce servizi di edge networking: CDN, reverse proxy, DNS, TLS termination, WAF, DDoS mitigation. Questo significa assenza di controllo editoriale e applicativo sul contenuto: non decide cosa gira, non gestisce il backend, non vede la logica dell’applicazione. Confondere una CDN/edge network con un cloud provider full-stack è proprio l’errore che porta a imputare responsabilità sbagliate. Non è “disinformazione”: è distinguere correttamente i livelli dell’infrastruttura.

  • Stefano_541
    Stefanos (@Stefano_541) segnalati

    Se @Cloudflare spegnesse il servizio sull’intero mercato italiano quanto durerebbe il #piracyshield?

  • pietrodc0
    Pietro di Caprio (@pietrodc0) segnalati

    @mirkonicolino oddio, e le Cloudflare Pages? I Clouflare Workers? Ed il servizio R2? non fate come l'AGCOM, informatevi, dai.

  • kogane_28_
    Kogane 🦅 (@kogane_28_) segnalati

    @andrea_acmilan @ultimoranet infatti la maggior parte delle persone dovrebbe comprendere che il problema è proprio questo, la mafia del calcio, la mafia di DAZN, e sinceramente auspico che Cloudflare dia una bella botta a questi mafiosi di *****, che pensano di poter bloccare la qualsiasi sia in Italia che all’estero, come se l’Italia potesse decidere cosa poter bloccare fuori dal territorio italiano

  • AnonymaticaSRL
    Monsterlàyen ♏️ (@AnonymaticaSRL) segnalati

    Ho letto il lungo papiro di un lacché di regime che, scontatamente, difende Agcom contro Cloudflare. Un minestrone di luoghi comuni, moralismi vintage e svarioni tecnici in mezzo a qualche ovvietà da call center ministeriale o da quinta superiore in un Istituto tecnico.

  • Pinperepette
    🏴‍☠️ The Pirate 🏴‍☠️ (@Pinperepette) segnalati

    @enzomazza Ed è esattamente quello che Cloudflare chiede anche qui: che sia un tribunale a prendersi la decisione e la relativa responsabilità. Perché quando sbagli, qualcuno deve risponderne. In Italia, applicando questi blocchi a valle, si è già riusciti a far sparire Google Drive per errore. Se invece Cloudflare avesse eseguito l’ordine come richiesto, il blocco sarebbe stato globale, non italiano. A quel punto la domanda è semplice: chi risponde dei danni a Google e a tutti gli altri servizi colpiti? È per questo che un intermediario serio non può accettare ordini automatici senza un giudice nel mezzo.

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